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Non e’ interessante costruire una casa per abitarci, quando ne hai gia’ una. Per questo continuo a parlare di costruire un “museo”. Non importa che cosa farò vedere in questo museo. Tanti chiedono: “Un museo di che cosa?”, ma questo, veramente, e’ di un’ importanza secondaria.

Lo spazio, come il silenzio, è abbastanza importante per essere catturato.

Il guardare stesso è piu’ importante dell’oggetto che si guarda. Un po’ come la saggezza orientale che dice : la via e’ piu’ importane della meta. Il museo, con le sue pareti lunghe e le sequenze di porte e scale, aiuta a guardare. Il museo come macchina per guardare. Non necessariamente guardare un oggetto, ma guardare e provare piacere nel vedere traiettorie dritte,  seguite dalla luce attraverso lo spazio.

La Luce, e quindi anche il Buio e la transizione dalla Luce al Buio, sono fondamentali nel museo di Casanova. Il puro piacere di guardare, come il piacere di fantasticare su qualcosa e mai arrivare ad una cosa concreta, rimanere sospeso tra realta’ e sogno. Buddha,con una mano tocca la terra, l’altra si dirige verso l’alto. Fantasticare in inglese si traduce con : “to muse”. Muse, Museo casa delle Muse e .. Musica e il suo Silenzio. Tutte cose che fluttuano tra cielo e terra.

Casanova dovrebbe anche diventare qualcs’altro, ma non incompatibile con il museo: un specie di labirinto. Da bambino, facevo labirinti complessi in Lego. Sono sempre stato affascinato da case con due scale. La secondo scala era spesso una di servizio, e quindi un po’ nascosta dentro la casa. Una visita al tempio Muoryuji, vicino a Kanazawa in Giapone ha avuto un grande impatto. La guida descrive il tempio in questo modo. “Dall’esterno sembra un tempio semplice di 2 piani, ma una volta entrato, si scopre che ha 4 piani con mezzanine tra di loro, per arrivare a 7 livelli. Il tempio e’ di un architettura molto complessa con 23 stanze e 29 scale. Ci sone 29 artefatti per disorientare il nemico, tra porte segrete, pareti movibili, scale nascoste e uscite di fuga.” Un vero labirinto tri-dimensionale, quindi, che da al visitatore qualche suspense e inquietudine: entri, ma riesci mai ad uscire?

I vecchi villaggi di montagna, spesso sono anche dei labirinti. Casanova non deve essere una casa, ma puo’ essere un piccolo villaggio.Si sviluppa su 5 piani, ha 29 stanze che saranno ridotte a 10 o 15. Non sarebbero di troppo 3 o 4 scale e forse qualche stanza segreta.

Quindi le caratteristiche di Casanova devone essere quelle del Museo e del Labirinto, dove uno rimane sospeso tra il concreto e l’efimero, tra il sentirsi sicuro e perso. Sospeso, con qualche inquietudine perchè ad ogni momento uno puo’ scivolare verso un’ estremo o l’altro.

In altre occasioni abbiamo parlato di “Leggerezza” e “Moltiplicita’”. Forse la Molticiplita’ e’ legato al Labirinto, e la Leggerezza al Museo; in fatti, molti oggetti saranno anche sospesi nel museo.

Un altro discorse, e’ quello dell’accessibilita’ di Casanova. Se si parla di museo, si vede arrivare gente, e il successo del museo viene misurato col numero dei visitatori. Qualcuno ha detto: tutto questo fallirà se non ci saranno posti macchina.

Bene, ma una cosa può solamente fallire se avrebbe dovuto essere un successo. Casanova non deve essere un successo. Al massimo deve essere un segno nel deserto che sta avvanzando intorno a noi. Per essere un segno, non deve essere accessibile in macchina. Perche’ dovrebbe? Prima di tutto, Casanova deve esistere, e la gente deve sapere che da qualche parte nel hinterland di Milano, nelle colline intorno al Lago Maggiore, esiste qualcosa di strano, di insolito, qualcosa che potrebbe perfino mettere a disagio certe persone. Gli interessati potranne visitare Casanova via internet.

Una copia virtuale accompagnera’ la Casanova reale. La copia virtuale deve far vedere la cosa reale in modo da far esclamare : ”Questo e’ bello, o, questo non e’ possibile, voglio vederlo”. E allora potranno venire, anche in macchina, lasciandola sul parcheggio publico qualche centinaia di metri piu’ lontano. O possono prendere il pullman (l’orario sara’ pubblicato sul sito web di Casanova) e fermarsi a 20 metri dall’entrata del cortile.

Ci sono gia’ realta’ come Casanova nel mondo. Casanova non vuole essere originale. E’ soltanto importante che queste realta’ esistano. Potrebbero essere chiamate: “singolarita’ ”, in un mondo che diventa sempre più omogeneo, gestito come è dalla legge di produzione e consumo e del fare soldi. Credo che sia il compito dell’arte di creare delle singolarita’, in forma di oggetti, situazioni, idee, che preservano la diversità e il senso di meraviglia che va con essa e che mantengono la possibilita’ della scoperta. La pura esistenza di questi pezzi d’arte, anche se piccolo e quasi inpercipibili nel rumore del mondo, e forse perchè sono piccoli, come i gioielli, susciterà nella gente la voglia di andar a cercarli.

Le singolarita’ devono salvare il mondo dall’entropia massima. L’arte è per il mondo mentale, quello che la luce del Sole è per il mondo fisico: evita che tutto diventa amorfo. Questa è un’altra ragione per la quale la Luce, e la sua contraparte, Il Buio, devono essere una parte essenziale di Casanova.

Il Sole porta anche ad un altro discorso: la relazione tra Casanova, il museo, e il mondo esterno. Con gli elementi: Sole, Vento, Acqua. Ne parleremo un altra volta. 

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